Cos'è la Carta Blu UE?
La Carta Blu UE è un permesso di soggiorno, contrassegnato come "EU Blue Card", che consente a un lavoratore altamente qualificato extra-UE di vivere e lavorare nel paese che l’ha rilasciata. È pensata per impieghi retribuiti in ruoli qualificati e il titolare è tutelato come lavoratore dipendente secondo la normativa lavorativa del paese interessato.
L’intero sistema si basa su un’unica normativa UE: la Direttiva sulla Carta Blu, formalmente Direttiva (UE) 2021/1883. La versione revisionata ha sostituito quella del 2009, e i paesi UE avevano tempo fino al 18-11-2023 per recepirla nella legislazione nazionale. Pertanto, sebbene le regole siano armonizzate a livello europeo, la Carta Blu Europea viene richiesta e rilasciata dall’autorità nazionale per l’immigrazione del paese in cui si intende lavorare.
Il termine stesso è stato coniato per richiamare la Green Card statunitense: il colore blu deriva dalla bandiera UE. Il paragone è utile per cogliere l’idea principale (un percorso per lavoratori qualificati verso un blocco economico), ma fuorviante per quanto riguarda i meccanismi. La Green Card è permanente e federale, mentre la Carta Blu è temporanea, rinnovabile e rilasciata da un singolo paese secondo regole condivise.
È utile chiarire cosa la Carta Blu UE non è:
- Non è una carta per lavorare ovunque in Europa. È vincolata a un impiego e a un paese specifico, e il trasferimento in un secondo paese UE richiede una nuova domanda.
- Non è un visto per la ricerca di lavoro. È necessario avere già un’offerta di impiego.
- Non è un percorso per freelance o fondatori. Si tratta di un permesso per lavoratori dipendenti. Alcuni paesi permettono limitate attività di lavoro autonomo in parallelo, ma la carta si basa su un contratto di lavoro subordinato.
- Non è per redditi passivi. Pensioni, risparmi, dividendi e redditi da locazione rientrano in altre categorie di visti.
















