Prima di lasciare l’Italia: AIRE, tasse, pensione e sanità
Iscriviti all’AIRE entro 90 giorni
Se ti trasferisci in Portogallo per più di 12 mesi, devi iscriverti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), il registro degli italiani che vivono all’estero, entro 90 giorni dal trasferimento. La procedura si svolge online sul portale Fast It del Ministero degli Affari Esteri; l’ufficio consolare dell’Ambasciata italiana a Lisbona trasmette la richiesta al tuo Comune, che gestisce la tua posizione AIRE. L’iscrizione decorre dal giorno in cui presenti una richiesta completa.
Per dimostrare il tuo indirizzo in Portogallo, l’Ambasciata richiede una bolletta intestata a te (acqua, elettricità o gas), un contratto di lavoro, un contratto di affitto di almeno un anno, rinnovabile, oppure i documenti di un’attività che avvii lì. Non accetta il tuo CRUE, un certificato della junta de freguesia, il tuo NIF, un conto bancario o una bolletta del cellulare.
La mancata iscrizione nei tempi previsti comporta una multa da €200 a €1,000 per ogni anno, stabilita dal tuo Comune; €20 se presenti la richiesta con meno di 90 giorni di ritardo, prima di qualsiasi controllo. L’AIRE è inoltre necessaria per rinnovare il passaporto o la carta d’identità al consolato e per votare dal Portogallo: per posta alle elezioni nazionali e ai referendum, e nei seggi del consolato per eleggere i rappresentanti italiani al Parlamento europeo (oppure quelli portoghesi, se lo scegli).
La tua residenza fiscale in Italia
L’Italia tassa i tuoi redditi ovunque prodotti per ogni anno in cui, per la maggior parte dell’anno (183 giorni, 184 negli anni bisestili, contando anche le frazioni di giorno), hai vissuto in Italia, avevi lì il tuo domicilio (il luogo dei tuoi principali legami personali e familiari) oppure risultavi iscritto nell’anagrafe della popolazione residente di un Comune. Dal 2024, l’iscrizione costituisce solo una presunzione: puoi dimostrare di aver vissuto all’estero.
Con il Portogallo non esiste la suddivisione dell’anno fiscale. Se parti nella prima metà dell’anno con la tua famiglia e ti iscrivi subito all’AIRE, puoi essere considerato non residente in Italia per l’intero anno. Se parti più tardi, resti residente fiscale in Italia per quell’anno, mentre il Portogallo ti tassa dal primo giorno in cui vi risiedi: la convenzione tra Italia e Portogallo stabilisce quindi quale Paese ha la precedenza (la tua abitazione permanente, poi il centro dei tuoi interessi vitali). In quanto non residente, l’Italia tassa solo i redditi prodotti in Italia, nei limiti previsti dalla convenzione.
La tua pensione italiana e l’assicurazione sanitaria
INPS versa le pensioni all’estero tramite Citibank, su un conto portoghese o italiano: comunica le nuove coordinate bancarie (IBAN e BIC) all’ufficio INPS che gestisce la tua pensione e alla banca. Se viene versata fuori dall’Italia, la pensione richiede ogni anno una prova di esistenza in vita (esistenza in vita): Citibank ti invia un modulo, che deve essere controfirmato da un «testimone accettabile», ad esempio l’ufficio consolare a Lisbona, un consolato onorario o un patronato. Hai 120 giorni per rispedirlo. Se lo invii in ritardo, ricevi un solo pagamento in contanti allo sportello del partner locale di Citibank; se non lo riscuoti, la pensione viene sospesa.
Finché INPS non applica la convenzione fiscale, trattiene le imposte italiane: invia il modulo EP-I con il certificato di residenza fiscale rilasciato dall’ufficio tributario portoghese (vedi Imposte). Percepisci una pensione italiana e non lavori in Portogallo? Chiedi alla tua ASL il modulo S1 (vedi Assistenza sanitaria).